COVID19: il punto su vaccini e anticorpi

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COVID19: il punto su vaccini e anticorpi

07/10/2020

Una grossa fetta della comunità scientifica sta lavorando alla ricerca di un vaccino che possa contrastare il Covid-19.

Dato che il virus in questione è recente e siccome è difficile prevedere il tipo di risposta immunitaria a cui potrebbe portare, ci sono diverse strategie adottate nella ricerca e, di conseguenza, diversi tipi di vaccini che potrebbero proteggere dall’infezione.

Nello specifico, i ricercatori stanno seguendo tre strade:

  • Vaccino a RNA: una volta iniettata nell’organismo umano, induce le cellule a produrre anticorpi che, conseguentemente, saranno attivi contro il virus.

  • Vaccino a DNA: simile al vaccino a RNA, viene introdotto un frammento di DNA sintetizzato in laboratorio in grado di produrre lo stesso effetto.

  • Vaccino proteico: si sintetizzano proteine o frammenti di proteine del capside virale che vengono combinate con sostanze che esaltano la risposta immunitaria e, una volta iniettate, portano alla produzione di anticorpi.

I tempi

L’utilizzo di un vaccino deve essere necessariamente preceduto da studi approfonditi che necessitano tempo, per garantirne l’efficacia e, soprattutto, la sicurezza.

Vediamo insieme i vari step:

  • Inizia la ricerca con la valutazione in vitro della componente attiva del vaccino.

  • Inizia la cosiddetta fase preclinica in cui viene testata la risposta immunitaria e/o i meccanismi avversi su organismi viventi complessi non umani.

  • Inizia la sperimentazione clinica sull'uomo, generalmente dopo circa 2-5 anni dalle prime ricerche riguardanti la risposta immunitaria, più 2 anni di sperimentazione animale.

Anticorpi e Covid-19

Molte ricerche si stanno concentrando anche su quanto il nostro organismo sia capace di intercettare ed eliminare il virus e produrre gli anticorpi.

È importante sottolineare che il risultato di una buona risposta immunitaria dipende da diversi fattori: la risposta anticorpale e quella mediata dalle cellule T. Questi linfociti infatti, a differenza dei B, produttori di immunoglobuline, sono deputati al riconoscimento delle cellule infettate dal virus.

Quando batteri e virus entrano nel nostro organismo, invece, i linfociti B cominciano a produrre anticorpi per neutralizzarli: sono immunoglobuline capaci di legarsi al virus neutralizzandolo. Anticorpi la cui presenza nel sangue, anche a malattia terminata, consene di reagire efficacemente nel caso ci fosse un altro contatto con l’agente patogeno.

In base alle ricerche più recenti, la quantità di anticorpi nei pazienti guariti da Covid-19 si abbassa dopo qualche mese: è però importante tenere a mente che, anche in assenza di anticorpi in circolo, il nostro organismo ha i linfociti B della memoria, cellule capaci di secernere nuovamente anticopri efficaci contro il patogeno combattuto in passato.

Se desideri approfondire l’argomento oppure porre semplicemente qualche domanda, contattaci. Il nostro team di professionisti sarà felice di risponderti.

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